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Calci in faccia e pugni, Antonio Parisi ci racconta l'aggressione omofoba / IL VIDEO

Ad agire un branco di ventenni. «Ho messo le mani davanti al volto. Potevo perdere un occhio»

Aggressione omofoba ieri sera sull'altopiano del Carso. A condurla un gruppo di ragazzini, poco più che maggiorenni, che ha selvaggiamente sfogato la loro ingiustificata rabbia contro tre persone. La scena da incubo, con pugni e calci in faccia, si è verificata poco dopo le 18, all'uscita da una osmiza, ai danni di tre amici che tentavano di raggiungere la propria auto, parcheggiata nella piazzetta della frazione di Monrupino. Tra le vittime anche Antonio Parisi, esponente della comunità Lgbt di Trieste e volto noto in regione per i party dedicati al mondo etero e gay con il claim Jotassassina. Il look eccentrico di Antonio, poco prima, all'interno del locale, non era passato inosservato .

Una volta usciti, tra l'alcol e forse qualche parola di troppo, si è scatenata la furia del branco. Ad avere la peggio è stato un amico, ancora in ospedale con il naso rotto. Ma alle cure del pronto soccorso dovrà ricorrere ora anche Antonio che presenta il volto tumefatto, gonfio e con forti vertigini. Sanguinante, ma in condizioni migliori, il terzo amico. A breve scatterà la denuncia da parte delle vittime. Sul caso indagano i carabinieri.

"Poteva essere una tragedia", racconta Antonio a Telefriuli. “Forse ad aggredirci erano più di quattro, ma non lo posso dire con certezza perché è stata un'azione istantanea e io, fortunatamente, avevo le mani davanti al volto per proteggermi dai calci che mi arrivavano al volto. Potevo perdere un occhio. Una violenza inaudita che mi spiego solamente con l'abuso dell'alcol. Penso sia stata un'aggressione omofoba - spiega Parisi-. Sapevano chi ero. Qualche ora prima mi avevano stuzzicato in osmiza, forse per il mio modo di vestire, ma avevo lasciato correre. 'Toh, guarda come si veste', mi aveva deriso un giovane. Poi, lo stesso ragazzo, mentre era solo, mi ha chiesto scusa".

Ma a far scattare la rabbia, poco dopo, è subentrata la dinamica del branco. "Sono persone incontrollabili in gruppo - prosegue -. Vanno fermate. Fortunatamente sono arrivate le forze dell'ordine e i giovani sono scappati. Ma è ora che si si faccia qualcosa. Poteva succedere a tutti. Dobbiamo fare in modo che non riaccada un altro caso Willy. Non possiamo subire questa 'esplosione' immotivata”.

Tanta la solidarietà arrivata da tutta la regione alle vittime dell'aggressione. "Una cosa commovente - conclude Parisi.  Grazie a tutto questo affetto le ferite fanno davvero male. Ringrazio davvero tutti per gli incoraggiamenti e questi gesti di sostegno".

 

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