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Tornata in patria la salma di Vittorio, il Carabiniere ucciso in Congo. Oggi l'omaggio dei colleghi a Gorizia

Oggi sarà eseguita l'autopsia. Domani i funerali di Stato. Poi una cerimonia funebre nel suo paese d'origine. Oggi alle 10, a Gorizia, l'omaggio delle forze dell'ordine della provincia isontina

E' arrivata ieri sera, intorno alle 23, all'aeroporto di Ciampino, a Roma, la salma di Vittorio Iacovacci, il Carabiniere ucciso in un attentato in Congo nella mattinata di ieri di lunedì 22 febbraio 2021, insieme al giovane ambasciatore italiano, Luca Attanasio, entrambi vittime di un assalto a un convoglio Onu.

Oggi sarà eseguita con ogni probabilità l'autopsia.

I funerali di Stato sono previsti, al momento, nella giornata di domani, giovedì 25 febbraio.

È possibile che, successivamente, venga celebrata una cerimonia funebre anche nel suo paese di origine, Sonnino (in provincia di Latina) secondo quanto deciderà la famiglia del giovane carabiniere.

Oggi, intanto, alle 10, nella sede del 13° Reggimento dei Carabinieri di Gorizia, i colleghi delle altre forze dell'ordine del territorio isontino (tra cui Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale e militari dell'Arma territoriali) deporranno un omaggio floreale in suo ricordo.

Un'iniziativa, questa, spontanea, nata con la volontà di manifestare il proprio dolore e la propria vicinanza ai Carabinieri del 13°, in questo momento di grave lutto e dolore.

A ricordare la figura di Vittorio è lo stesso Comandante del 13° Reggimento dei Carabinieri di Gorizia, il Colonnello Saverio Ceglie, ufficiale che, nel primo pomeriggio di ieri, ha raggiunto Roma, in attesa dell'arrivo della salma.

"Vittorio era un ragazzo che credeva fermamente in quello che faceva, nell'attività di addestramento, nel ruolo che era stato chiamato a ricoprire e che aveva scelto - dice il comandante Ceglie a Telefriuli -. Credeva molto in particolare nell'addestramento e dava il massimo, nella consapevolezza che proprio l'addestramento fosse fondamentale per le missioni e i ruoli che era stato chiamato a ricoprire. Purtroppo in questo caso non è stato sufficiente".

"Lo ricordo come una persona che era diventata importante punto di riferimento per i colleghi, cui stava vicino nei momenti di difficoltà. Un giovane forte, determinato, prestante, generoso".

"Un carabiniere che, terminati gli intensi momenti di addestramento, continuava la sua attività andando in palestra nel pomeriggio. Questo non lo distoglieva dal fare gruppo con i colleghi, anche organizzando dei momenti di aggregazione. Lascia un vuoto incolmabile. Quando è giunta la notizia della sua morte per tutti è stato un momento di panico, di rabbia, di grande dolore".

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