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Il blocco del Porto di Trieste fa paura, si lavora per evitarlo

Chiesti incontri con industriali, Regione e Prefetto. Gli spedizionieri preoccupati: "Rimborsiamo i tamponi. Rischiamo di bruciare 15 anni di lavoro". Cgil, Cisl e Uil Fvg rimpiangono la mancata introduzione dell’obbligo vaccinale

E’ sempre più muro contro muro al porto di Trieste. I lavoratori confermano che il blocco di venerdì è confermato e che l’unica apertura che si aspettano nei loro confronti è l’abolizione dell’obbligo del green pass. Zeno D’Agostino non vede grandi margini di trattativa. “Venerdì guarderò la situazione e se il porto di Trieste non sarà governato dall'Autorità ma da altri, allora prenderò la decisione", ha affermato il presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'adriatico Orientale D'Agostino, a margine del forum mercintreno in merito alle proteste dei portuali contro il Green Pass per le quali ha minacciato le dimissioni. "Non è possibile - aggiunge - un blocco a oltranza" di un'infrastruttura strategica come il porto "anche perchè il ritiro dell'obbligo di green pass non dipende nemmeno da me". Ieri il Viminale ha peraltro chiesto alle imprese portuali di mettere a disposizione tamponi gratuiti derogando alla normativa nazionale per scongiurare il blocco dei porti. Misura giudicata insufficiente dal comitato dei lavoratori del porto. Allo scalo di Trieste secondo alcuni dati la percentuale di lavoratori non vaccinati sarebbe vicina al 40%. I lavoratori portuali fanno sapere, intanto, che non si fermerà solo il porto di Trieste, ma anche altri scali italiani.

Confestra Fvg spaventata

"Per quanto possa essere importante il rispetto dei diritti dei singoli, la difesa degli stessi non può danneggiare l’intero sistema". Questo il commento di Confestra, l'associazione Spedizionieri del Porto di Trieste, spaventata per le possibili ripercussioni economiche e l'operatività dello scalo giuliano. Qui di seguito la loro posizione: 

Nella situazione in cui nostro malgrado ci troviamo, il sistema portuale di Trieste verrebbe irreparabilmente devastato da uno sciopero ideologico contro una legge dello Stato, che gli imprenditori si trovano a subire tanto quanto i lavoratori, con in più gravi oneri posti a loro carico dalle Istituzioni. Su esplicita richiesta scritta del Ministero degli Interni, i terminalisti portuali rappresentati da CONFETRA F.V.G. hanno deciso di rimborsare, ciascuna Impresa per i soli propri dipendenti diretti, il costo dei tamponi, al fine di dare la possibilità al proprio personale non vaccinato di ottenere il green pass. Come esplicitato al Prefetto di Trieste ed all’AdSP MAO, tale disponibilità, a valere fino al 31.12.2021, è condizionata alla ripresa ed al mantenimento della regolare e piena operatività delle operazioni al Porto di Trieste dal 16 ottobre. Questo è quanto, concretamente, le Imprese possono fare, nonostante ciò non sarà comunque sufficiente a risolvere tutti i problemi applicativi delle disposizioni nazionali, adottate a nostro avviso sopra le nostre teste e senza un previo ed adeguato confronto - nel merito - da parte dei Ministeri competenti. Ricordiamo, che dal sistema logistico del Porto di Trieste dipende il sostentamento di oltre 10.000 famiglie, tra posti di lavoro diretti ed indiretti. Abbiamo investito per anni nelle ns. attività e nella formazione dei ns. collaboratori, acquisito traffici e dato lavoro a migliaia di persone, anche durante la fase più acuta della pandemia. Se non verrà disinnescato questo cortocircuito tra Istituzioni e cittadini, rischiamo di bruciare in poche settimane 15 anni di lavoro e di sviluppo, con gravi conseguenze sui livelli occupazionali che dureranno per molti anni a venire. Di fronte all’instabilità dovuta ai disordini ed all’incertezza sulla piena operatività del Porto, la merce sta già prendendo altre strade, verso altri porti europei. Ogni giorno centinaia di camion arrivano e partono, e migliaia di container vengono imbarcati o sbarcati al Porto di Trieste ed ora scelgono altri Porti. Se le operazioni verranno fermate, le merci troveranno altre strade più sicure e non ritorneranno facilmente indietro

Cgil, Cisl e Uil chiedono incontri con industriali, Regione e Prefetto

«Siamo per l’obbligo vaccinale. Crediamo che solo così si possa uscire dalla crisi ed evitare il rischio di un nuovo lockdown che sarebbe deleterio per la nostra economia. Premesso questo, sosteniamo anche che non si possono scaricare sui lavoratori gli oneri economici del Greenpass». È quanto dichiarano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Friuli Venezia Giulia Villiam Pezzetta, Alberto Monticco e Matteo Zorn alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del certificato verde per l’accesso al lavoro. «Lo abbiamo detto più volte – scrivono i segretari in una nota congiunta – e lo ribadiamo ancora: avrebbe dovuto essere la politica ad assumersi l’onere di questa scelta e non scaricare sui lavoratori e sulle imprese i costi e le responsabilità della mancata decisione».

L’approssimarsi del 15 ottobre e la crescita delle tensioni che stanno caratterizzando questa vigilia nei luoghi di lavoro e nelle piazze è fonte di forte preoccupazione per i sindacati, anche alla luce del vile attacco squadrista di sabato scorso alla sede della Cgil nazionale, fermamente condannato dai tre segretari. Destano allarme anche le tante criticità irrisolte. «Non ultima – sottolineano Pezzetta, Monticco e Zorn – quella sulla capacità delle farmacie di rispondere a tutte le richieste di tamponi e rilasciare i Green pass in tempo utile ai lavoratori, conciliando i tempi del servizio e i loro orari con quelli dei lavoratori e delle imprese. Imprese che dovranno fare i conti non soltanto con oggettive difficoltà sul piano logistico e organizzativo, dalla gestione degli ingressi e degli spazi comuni alla tutela dei soggetti più fragili, ma anche con la prospettiva di possibili contraccolpi sulla produzione, legati a possibili carenze di personale».

Da qui, e nell’attesa di auspicabili novità che potranno scaturire dal tavolo tecnico tra sindacati e Governo, la richiesta di convocazione urgenti di incontri specifici con gli industriali, con la Regione e con il Prefetto di Trieste, commissario di Governo per il Friuli Venezia Giulia, «per rafforzare i protocolli Covid e concertare azioni a tutela del mondo del lavoro, ivi incluse misure mirate per incentivare le adesioni alla campagna vaccinale e nel contempo per favorire l’erogazione e l’accessibilità dei tamponi».

Gruppo Pd: evitare blocco Porto Trieste sia priorità

"Il rischio di blocco delle attività del porto di Trieste va assolutamente scongiurato. L'appello va in primis ai lavoratori affinché comprendano le necessità di garantire sia gli standard di sicurezza previsti e quindi la necessità di green pass, sia, nondimeno, il lavoro e di riflesso l'economia non solo di una città, ma dell'intero territorio regionale. Le istituzioni e il Consiglio regionale hanno il dovere di cercare fino all'ultimo una soluzione, anche attraverso un confronto formale tra tutte le parti coinvolte".

Lo affermano, in una nota, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Fvg, Diego Moretti, e altri consiglieri del gruppo, firmatari di una richiesta di convocazione urgente della IV Commissione in riferimento al rischio di blocco. Nell'istanza di convocazione, i consiglieri dem chiedono di audire tutti i soggetti coinvolti, "al fine di poter avviare un confronto sulla situazione attuale e per scongiurare ricadute negative per i lavoratori e le aziende interessate, nonché per l'intera economia regionale": quindi dal presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico, Zeno D'Agostino, ai rappresentanti di tutte le imprese che operano in porto, fino alle rappresentanze sindacali dei lavoratori portuali.

M5s Fvg: “Prevalga il buonsenso”

“Chiediamo ai lavoratori portuali di Trieste di scongiurare il blocco del porto: prevalga il buonsenso per non danneggiare tutti”. Lo affermano i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia.

“Nel mezzo di una pandemia, la libertà è data dalla possibilità di vaccinarsi e da tutti quegli strumenti che limitano il propagarsi dell’infezione e che impediscono di trovarsi costretti a nuove chiusure – continuano i portavoce M5S -. Rispettiamo le posizioni di tutti, anche quelle di coloro che, per dubbi o contrarietà, hanno deciso di non vaccinarsi o di manifestare pacificamente contro l’applicazione del green pass e alla possibile contrapposizione di un diritto fondamentale come il lavoro con il diritto di autodeterminare le proprie scelte di salute”.

“Questa contrarietà però non può andare a danno di tutti con il blocco del porto di Trieste e le dimissioni del presidente D’Agostino, il cui lavoro è stato apprezzato in maniera trasversale – conclude la nota -. Deve prevalere il buonsenso e non un approccio ideologico che vuole imporre le proprie convinzioni, creando un danno economico, sociale e mettendo a rischio il futuro del più importante motore di sviluppo della città”.

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