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Casi mense a Udine, «Serve ridefinire le linee guida per il prossimi appalti»

L'appello di Scuole in comune, Priorità alla scuola, Legacoop Fvg, Filcams Cgil, Uil Fpl, Progetto Innovare, Patto per l’autonomia, Siamo Udine, Costruire Futuro e Sinistra Unita

I pasti scolastici nelle scuole e negli asili di Udine vanno affidati ridefinendo meglio le linee guida dei prossimi appalti pubblici. A dirlo una rete di realtà che uniscono genitori, associazioni, sindacati e liste civiche, che a seguito dei due casi mensa scoppiati a Udine (ma anche in provincia) hanno deciso di lanciare un appello all'amministrazione comunale prima del prossimo bando di assegnazione.

Scuole in comune, Priorità alla scuola, Legacoop Fvg, Filcams Cgil, Uil Fpl, Progetto Innovare, Patto per l’autonomia, Siamo Udine, Costruire Futuro e Sinistra Unita, dopo le accuse di frode e le successive revoche che hanno coinvolto prima le scuole elementari, poi i nidi e le scuole materne di Udine, si sono riuniti per elaborare alcune proposte da presentare al comune di Udine in vista del nuovo capitolato d’appalto del servizio di ristorazione scolastica. “Appare sempre più urgente agire per voltare pagina – spiegano -, evitando il ripresentarsi di una situazione che gli alunni, le famiglie e il personale della scuola di Udine non meritano”.

“Crediamo indispensabile, al di là degli aspetti di tipo tecnico legati alla selezione pubblica di competenza del comune, coinvolgere il territorio per attuare vere politiche educative e di promozione della sostenibilità”, si legge nel documento redatto in difesa degli oltre 4 mila ragazzi interessati dal servizio.

“E' necessario rispettare le linee guida per evitare rischiose interpretazioni che possano generare discrepanze tra il servizio atteso e quello fornito – sottolineano. Serve richiedere una manifestazione di interesse preventiva ai fornitori del servizio di ristorazione su cui impostare un capitolato che sia adeguato a ricevere proposte credibili e competitive, oltre che congruenti con gli attuali prezzi di mercato e le effettive disponibilità”. Inoltre, aggiungono i promotori, “chiediamo che sia garantito in ogni scuola uno spazio dedicato alla refezione diverso da quello dedicato all'attività didattica, che si evitino il più possibile pasti confezionati e la plastica, che si aumenti con il tempo la disponibilità delle mense di tipo B che prevedono uno spazio-cucina in loco e garantiscono pasti più sani e appetibili; infine chiediamo che venga rinforzato il contratto della merenda”. Tra i punti su di chiede un cambio di passo, ce ne sono altri 4 in particolare: l'educazione alimentare, la valorizzazione della qualità rispetto all’offerta economica (prendendo in esame anche l'aspetto occupazionale e contrattuale), favorire alimenti biologici con le filiere corte e la valutazione di un centro cottura di proprietà comunale.

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