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D’Agostino: Porto di Trieste ostaggio del Coordinamento dei lavoratori portuali

Il presidente dell’autorità portuale fa nomi e cognomi e, davanti a tutta la stampa italiana, punta il dito contro i “suoi” fedelissimi. Se la protesta dovesse restare circoscritta potrebbe ripensare alla dimissioni

Zeno D’Agostino conferma di essere pronto a presentare le dimissioni anche se apre a un possibile ripensamento qualora dalle altre sigle sindacali dovesse arrivare un segnale di distensione.

Nonostante i tentativi di mediazione, anche in Consiglio regionale, è confermata la manifestazione ‘no Green Pass’ che punta a bloccare, da domani, l’attività del porto di Trieste. Il Governo non intende cedere alle richieste di uno slittamento dell’ingresso in vigore del certificato verde per i lavoratori e l'opzione dei test gratuiti pare non bastare per scongiurare la protesta.

Per evitare un danno che “mette a rischio miliardi di euro, investimenti e investitori”, il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino nel tardo pomeriggio ha lanciato un ulteriore appello alla “maggioranza silenziosa dei portuali che vuole lavorare. Li invito a non sottostare al ricatto di questa manifestazione, che non è uno sciopero, e che richiamerà in porto migliaia di persone che non sanno nemmeno dove sia lo scalo”.

“Oggi c’è un clima per cui chi dissente deve tacere. Se darò le dimissioni – tuona D’Agostino - sarà colpa del Clpt (il Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste, ndr) e del suo presidente Stefano Puzzer, che non permettono ad altri di entrare in porto a lavorare”.


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