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Economia: Bini, accelerare creazione sistema fieristico unico Fvg

"Alla luce di quanto abbiamo vissuto e della velocità dei cambiamenti in essere, credo che sia ancora più opportuna un'accelerazione del processo d'integrazione tra le realtà fieristiche regionali verso la creazione di un unico sistema fieristico del Friuli Venezia Giulia". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo a conclusione del convegno "Fiere alla ripartenza - Il sistema fieristico Fvg al servizio di imprese e territorio" che si è svolto nella Sala Valduga della Camera di Commercio Pordenone - Udine. "Quello delle fiere resta un sistema strategico a patto che cambi il proprio approccio al mercato. In questo momento una visione provinciale risulterebbe banale. La pandemia ha completamente stravolto i paradigmi del commercio, degli approvvigionamenti, delle economie di scala. Si può vendere in un mercato globale in modo diverso e più semplice, quindi è il momento di cambiare", ha detto Bini. 

"Il digitale, che era già una componente imprescindibile del moderno settore fieristico, oggi assume un ruolo essenziale nell'ampliamento delle possibilità di partecipazione e fruizione degli eventi, ma anche dell'interscambio commerciale", ha affermato Bini, aggiungendo che "ciò comporta una revisione del numero e delle dimensioni delle esposizioni per non scoprirsi piccole imbarcazioni che navigano in una rete mondiale dove la visibilità è prerogativa dei grandi player. Alla luce di quanto abbiamo vissuto e della velocità dei cambiamenti in essere, credo che sia ancora più opportuna un'aggregazione tra fiere del Friuli Venezia Giulia. Conta la sostenibilità dei bilanci e in questo senso Pordenone deve farsi carico di un rilancio del settore. La Regione continuerà ad intervenire solo se verranno seguite le linee guida che possono garantire un futuro al sistema fieristico Fvg". 

Moderato dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier, l'appuntamento ha messo a confronto diverse punti di analisi dei protagonisti del settore fieristico e imprenditoriale. 

Pietro Piccinetti, amministratore unico e direttore generale di Fiera di Roma, ha ricordato l'impatto economico delle fiere italiane prima della pandemia, misurabile in 60 miliardi di ricavi per le aziende e con un volano del 50 per cento per l'export delle Pmi. Gli eventi fieristici stanno ripartendo ma si stima che i livelli pre-pandemia saranno raggiungibili solo nel 2024.

L'impatto del digitale è stato preso in esame da Paolo Manfredi, responsabile strategie digitali di Confartigianato imprese. Nel periodo della pandemia il 18 per cento delle Pmi ha accresciuto il proprio fatturato in quanto costrette ad accelerare gli investimenti in innovazione, rinunciando a show-room e eventi espositivi. Le imprese hanno riallocato in digitalizzazione risorse comprese tra il 50 e il 74 per cento del proprio budget per la partecipazione alle fiere.

Quanto alla fiera di Udine, Lucio Gomiero, amministratore unico di Udine e Gorizia Fiere Spa, ha delineato il futuro dei padiglioni friulani incentrato su formazione, eventi e turismo congressuale. Si sta lavorando ad ospitare un Campus formativo per le scuole di alta specializzazione tecnica; un'area potrà essere convertita per eventi musicali con capienza fino a 3mila spettatori; infine, in collaborazione con gli albergatori, è allo studio un rilancio degli eventi congressuali. Tra le esposizioni sono confermate Casa Moderna e Idea Natale, mentre tra le novità si pensa ad un evento dedicato alla filiera legno.

Renato Pujatti, presidente Pordenone Fiere Spa, ha confermato che il bilancio 2020 dell'ente, unico in Friuli Venezia Giulia ad ospitare eventi internazionali, chiude in positivo grazie ai continui investimenti. Il piano di sviluppo prosegue con inserimento di nuovi soci e ampliamento degli accordi commerciali nel "b2b", incluso il settore nautico in collaborazione con Trieste.

Uno dei passaggi conclusivi è stato affidato a Giovanni Da Pozzo, presidente Camera Commercio Pordenone - Udine, secondo cui in una regione piccola come il Friuli Venezia Giulia è necessario operare in sinergia e lanciare idee innovative senza guardare al passato.

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