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Focolaio esploso a San Daniele del Friuli: scuola media chiusa, tutti in dad

Oltre 20 contagi. Obbligo di didattica a distanza da questa mattina. Le lezioni in presenza, se tutto va bene, riprenderanno il 9 febbraio

Dopo i contagi emersi in un asilo di Udine e alle elementari di Colugna, un altro grosso focolaio Covid è esploso all'interno della scuola medie di San Daniele del Friuli, dove sono state sospese le lezioni in presenza fino all'8 febbraio compreso e messi in quarantena tutti gli alunni che frequentano le classi della struttura di via Kennedy.

Il focolaio ha avuto inizio la settimana scorsa, quando è emersa una prima positività tra il corpo docente. I tamponi successivi hanno poi individuato altri due contagi tra gli studenti della "Pellegrino da San Daniele del Friuli".

Nonostante l'isolamento preventivo scattato per alcune classi, l'esito dei test martedì 26 gennaio ha confermato la positività al Covid di un'altra ventina di alunni, tanto che oggi, ha fatto sapere il sindaco Pietro Valent su una diretta Facebook, saranno effettuati ulteriori test a Gemona del Friuli su altri 100 studenti.

“Sicuramente emergeranno nuove positività – ha spiegato il primo cittadino -. Per questo motivo, il Dipartimento di Prevenzione, in coordinamento con la dirigente dell'Istituto Comprensivo Elisabetta Zanella e l'amministrazione comunale, ha emesso un provvedimento che obbliga la quarantena per 15 giorni per tutti gli alunni della secondaria di primo grado (anche per coloro che sono risultato negativi) e l'attivazione della didattica a distanza". 

Se tutto va bene, il 9 febbraio gli studenti potranno tornare in classe, previa dichiarazione dei genitori in cui attestano l'assenza di sintomi legati al Coronavirus. Il sindaco Pietro Valent raccomanda a tutti i genitori, che da oggi porteranno i figli a sottoporsi ai tamponi, di rispettare tutte le precauzioni antiCovid, mascherina compresa.

"Siamo a 132 contagi in città oramai - ha ricordato - . Il dipartimento di Prevenzione mi ha riferito che quasi un terzo dei ragazzi che si recavano a fare i test non indossavano la protezione facciale obbligatoria. La situazione è molto delicata e le famiglie devono capirlo, adottando tutte le precauzioni necessarie e facendo rispettare l'isolamento imposto ai ragazzi. Se sorgono sintomi – ha sottolineato il primo cittadino - contattate il pediatra o il Dipartimento di Prevenzione. E' fondamentale, perché altrimenti, in caso siate asintomatici, rischiate di contagiare altre persone. Bisogna essere responsabili".

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