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Inaugurato il murale di Sant'Osvaldo: 80 metri di cemento in fiore

Colorata la grande parete 'sostenibile' presente in via San Pietro

Un murale di 80 metri quadri nel quartiere di Sant’Osvaldo a Udine per rendere la città più bella e per diffondere gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta dai governi dei Paesi membri delle Nazioni Unite e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU. Situato in via San Pietro nel quartiere di Sant’Osvaldo a Udine il murales “Think Happy, Think Green”, è il primo passo di un progetto che mira al recupero urbano guardando ai temi della sostenibilità, promosso dall’Istituto comprensivo Udine 2 in stretta collaborazione con Centro edile per la formazione e sicurezza, Fondazione Pietro Pittini, Laboratorio artistico CipArt – Cooperativa sociale Itaca, Comunità Terapeutica Diurna Meta-SERT e Comune di Udine, che ha concesso il patrocinio.

L’iniziativa rientra in una più ampia progettualità che intende promuovere processi di recupero urbano partecipati, sensibilizzando al contempo la cittadinanza sui temi dell’attenzione e cura dell’ambiente, nonché sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. “Il nostro progetto – afferma il gruppo promotore dell’iniziativa – non è solo un modo per sensibilizzare i più piccoli e la cittadinanza sui temi dell’ambiente e della difesa dell’ecosistema naturale, oggi più che mai attuali. Il nostro desiderio è anche essere una piccola scintilla, affinché altre iniziative simili possano nascere sul territorio, restituendo ai quartieri e alla città nel suo complesso luoghi di socialità e bellezza”.

“Il disegno per il murale - spiega Catia Liani - è stato pensato per coinvolgere un pubblico di “artisti” eterogeneo in modo che tutti vi potessero accedere; diviso in tre parti con una grafica semplice, ma coloratissima è stato studiato per far sì che tutti, dai più piccoli della scuola primaria agli studenti del liceo artistico Sello e del CEFS più grandi ed esperti, ai componenti del gruppo CipArt persone afferenti ai servizi della salute mentale, potessero dare il proprio contributo alla realizzazione dell’opera. Non solo: anche qualche amico ha voluto sperimentarsi nell’arte partecipata e il risultato è stato eccellente. Immaginare un lavoro a 360° che, oltre al risultato estetico, desse la possibilità alle persone di incontrarsi per stare e fare cose assieme.

Il progetto parla anche di accoglienza, conoscenza, accudimento, condivisione. Persone che si sono incrociate per un attimo della propria vita e hanno fatto esperienza dell’incontro con la diversità dell’altro.” Tutto il percorso è stato seguito e documentato con infaticabile e costante presenza del fotografo Sandro Antoniolli Il giorno 12 maggio l’inaugurazione del murales ha avuto l’entusiastica partecipazione di tutti i gruppi coinvolti nella realizzazione, dei genitori, dei nonni e degli abitanti del quartiere che durante tutto il periodo della realizzazione è passata a curiosare e ad ammirare il lavoro. Al termine della cerimonia, i cancelli della scuola si sono aperti e nel giardino le classi e gli amici del progetto hanno messo a disposizione degli ospiti sfiziosi gadget realizzati a mano, vasetti dipinti e le piantine dell’orto della scuola e una sana merenda a base di fresche, croccanti e succose mele.

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