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Ordine dei medici di Udine: s.o.s. diabete

“Curare le complicanze del diabete, anziché prevenirle, è una sconfitta”

La pandemia si è trascinata dietro numerose problematiche e tra queste un aumento di casi di diabete. E’ forte l’appello che lancia l’Ordine dei medici di Udine per arginare questo incremento e prevenire una patologia che non va sottovalutata. “Il diabete è il punto d’arrivo di scorretti stili di vita – afferma il presidente dell’Ordine GianLuigi Tiberio – e in questo periodo sta emergendo in maniera importante, perché stiamo assistendo alla deriva di stili di vita scorretti”.

Tra sedentarietà, poca attività fisica e il ricorso al cibo come bene rifugio, il diabete vede numeri crescenti. In regione si stima siano 90.000 le persone che ne soffrono di diabete, con una prevalenza tra il 6 e l’8,% della popolazione. Solo in periodo pre pandemico questa patologia ha fatto 81 morti nella provincia di Udine.

Tiberio punta sulla prevenzione: “Se manteniamo le persone sane più a lungo possibile, otteniamo il massimo del nostro lavoro. La prevenzione è quanto di più economico ed efficace ci sia e dobbiamo fare di più in questo senso, perché curare il diabete e le sue complicanze è una sconfitta dell’azione preventiva che, se validamente condotta, può determinare grandi risultati, investendo modestissime risorse. E’ un grande traino sulla salute, perchè si possono migliorare anche molte malattie croniche”. L'attenzione ai corretti stili di vita, può rappresentare un grande traino sulla salute, perchè si possono prevenire anche molte malattie croniche, in primis l'ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari. Tiberio apre un focus anche sull’obesità infantile che può portare al diabete: “Vediamo numeri impressionanti di bambini sovrappeso, circa il 18%, mentre l’8% sono obesi e il 2% obesi gravi. Dai dati scientifici, sappiamo che nei Paesi in cui l’obesità infantile è più diffusa, stanno aumentando molto velocemente le diagnosi di diabete tipo 2, fino a pochi anni fa praticamente sconosciuto sotto i 18 anni. Sappiamo anche che un adolescente obeso ha un rischio 4 volte superiore del normopeso di sviluppare un diabete tipo 2 nel corso della vita.

“Solitamente – spiega il presidente – il diabete è più diffuso in età avanzata, ma oggi assistiamo a una maggiore precocità d’insorgenza, anche tra i quarantenni”. Ma quali sono i sintomi più frequenti all'esordio? Iniziali campanelli d’allarme per il diabete: avere tanta sete e urinare spesso. Quando accade, è opportuno parlarne con il proprio medico di famiglia che saprà indicare il corretto approccio e fornire i consigli da seguire. Il diabete di tipo 2 è una patologia che ha subìto il lockdown e la riduzione dell'attività motoria negli anni della pandemia, purtroppo ciò non ha aiutato. “Inoltre – prosegue - in piena emergenza la difficoltà di accesso all'ospedale ha forse ridotto un pò l’offerta, anche se a livello di medicina territoriale si è cercato di fronteggiare la difficile situazione, anche grazie ai nuovi farmaci che ci permettono di curare meglio la malattia diabetica, riducendo la glicemia e abbassando così il rischio di complicanze. Anche se la più proficua arma a nostra disposizione resta la prevenzione” e l’appello di Tiberio è rivolto non solo ai cittadini per migliorare il proprio stile di vita, ma anche a tutti i medici perchè continuino a svolgere incessantemente la preziosissima opera di informare e sensibilizzare i pazienti in questa direzione.

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