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Pordenone, il nuovo ospedale sarà operativo nel 2023

L'opera, da oltre 200 milioni di euro, al momento è al 60 per cento della realizzazione

"Il nuovo ospedale dà sicuramente una risposta alle nuove esigenze tra le cure domiciliari e quelle che necessitano di ricovero. Ma questo non basta, c'è la necessità di colmare un vuoto nell'offerta di posti letto sulla quale dobbiamo porre al più presto un rimedio". Lo ha detto il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi nel corso dell'incontro svoltosi a Pordenone durante il quale è stato illustrato lo stato di avanzamento dei lavori di edificazione dei nuovi padiglioni del Santa Maria degli Angeli. Alla presenza del direttore generale dell'Asfo Joseph Polimeni, Riccardi ha innanzitutto preso atto che le opere sono state attualmente realizzate per il 60 per cento del progetto, con un impegno di spesa pari a circa 94 milioni dei 159 complessivi dell'investimento, "obiettivi che sono in linea con le aspettative, tenendo conto che l'attività ha dovuto scontare la situazione pandemica ancora in atto".

Il vicegovernatore ha poi soffermato l'attenzione sulle nuove necessità che la diffusione del Covid ha messo in risalto non solo della Destra Tagliamento, ma anche nell'intera regione. "Se il nuovo ospedale fosse stato già a disposizione e a pieno regime durante la pandemia - ha detto Riccardi - molto probabilmente non sarebbe stato comunque di per sé sufficiente a dare una risposta completa alle esigenze venutesi a creare con l'emergenza coronavirus. Quello a cui abbiamo assistito nei momenti di maggiore tensione è stata la presenza di un "vuoto" nella fascia tra i ricoveri ospedalieri, le strutture residenziali e la domiciliarietà". "La programmazione prevista per il nuovo ospedale - ha aggiunto Riccardi - teneva conto delle esigenze tipiche di un hub che però è solo un anello dell'intera catena della salute. I fatti ci hanno obbligato ad assumere decisioni difficili e sofferte nei confronti delle strutture assistenziali, basti pensare all'hospice di San Vito al Tagliamento o alla Rsa di Sacile. Quelle non sono state decisioni semplici, ma alla fine dovevamo prenderle per dare in tempi brevissimi un letto ai cittadini malati".

"Ciò che è accaduto era scritto, facciamone tesoro - ha concluso il vicegovernatore - e quindi guardiamo avanti compiendo delle scelte che impongono ulteriori investimenti. Su questi argomenti la Regione non solo si sta interrogando ma ne sta discutendo anche direttamente con l'Azienda e con il Comune di Pordenone. Leggo di molte soluzioni, ma le decisioni camminano con precise progettualità e conseguenti risorse. Tutto questo dovrà trovare risposta negli atti di programmazione aziendali attualmente in via di definizione. In questo modo da un lato colmeremo il vuoto esistente e, dall'altro, faremo fronte, ora e in futuro, alle nuove necessità messe in risalto anche dalla pandemia, che riguardano il sistema della salute in Friuli Venezia Giulia"

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