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Nuovi protocolli Covid, calcio dilettanti a rischio  

Passo indietro della medicina sportiva. Ritorna l'incubo della visita per i positivi a 30 giorni

Passo indietro della medicina sportiva. Ritorna l'incubo della visita per i positivi a 30 giorni. Abbiamo raccolto la testimonianza del dirigente del San Luigi Viceconte che spiega le difficoltà enormi di proseguire i campionati per le società del mondo dilettantistico.

Ecco cosa prevedono i nuovi protocolli

ll Comitato tecnico scientifico ha dato il via libera al protocollo messo a punto nella riunione tra il Governo e le Regioni alla quale hanno partecipato anche i vertici del Coni e della Lega di Serie A. Il protocollo – che prevede tra l’altro il blocco dell’intero gruppo squadra nel caso in cui si raggiunga un numero di positivi superiore al 35% dei componenti – ha l’obiettivo di individuare regole “sicure e condivise” per “assicurare parità di trattamento e dare certezza al prosieguo delle attività sportive”. Il documento stabilisce che i soggetti positivi debbano rimanere in isolamento, monitorati e controllati in base all’attuale normativa. I ‘contatti ad alto rischio’, a prescindere dallo stato vaccinale, devono invece essere sottoposti a test antigenico ogni giorno per almeno 5 giorni e hanno l’obbligo di indossare la mascherina Ffp2 ad eccezione di quando si svolge l’attività sportiva. Ogni sport avrà regole a sé per quanto riguarda il numero di partenza del gruppo squadra: per il calcio, la Figc conterà 25 giocatori e ne consegue che si giocherà fino a otto positivi.

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