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Prosek, Regione Fvg e Veneto insieme in difesa del Prosecco

Sarà sottoscritto un documento unitario. Nel dossier sarà ricordata la vicenda Tokaji. Coldiretti Fvg: "Un precedente pericoloso". Dopo la pubblicazione in Gazzetta, due mesi per presentare un'obiezione motivata

La Regione Friuli Venezia Giulia con la vicina Regione Veneto ed assieme al Consorzio Prosecco daranno tutto il supporto tecnico necessario al ministero delle Politiche agricole per costruire il fascicolo di opposizione contro la domanda di riconoscimento del Prosek da parte della Croazia. Lo ha reso noto l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia ricordando che solo lo Stato membro dell'Unione europea portatore di interesse, in questo caso l'Italia, può opporsi al riconoscimento della denominazione per il vino bianco passito croato.

Nella stesura del dossier non verrà tralasciata la vicenda Tokaji che, anzi, sarà usata come argomentazione al contrario in difesa del Prosecco. La vicenda ha infatti caratteristiche simili, posto che allora l'Unione europea privilegiò il valore della denominazione rispetto a quello della storicità del vitigno per ammettere il riconoscimento del Tokaji ungherese a scapito del Tocai friulano. Per l'assessore la linea del "due pesi e due misure" è inammissibile.

Anche alla luce di alcune recenti sentenze della Corte di giustizia europea, la denominazione deve essere tutelata da possibili assonanze, il che rende incomprensibile e ingiustificato l'accoglimento della domanda di riconoscimento avanzata dalla Croazia. Secondo l'assessore anche la tipologia del vino conta poco: il Tokaji ungherese, essendo un vino dolce, non aveva nulla a che fare con il Tocai friulano, ma ciò non fu sufficiente a tutelare la denominazione di quest'ultimo; allo stesso modo il fatto che il Prosek sia un vino bianco passito, non diminuisce l'entità del danno in cui può incorrere il Prosecco italiano.

Giovedì in sede di Commissione politiche agricole (Cpa) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Friuli Venezia Giulia e Veneto chiederanno la sottoscrizione di un documento unitario a difesa delle denominazioni italiane dall'abuso di utilizzo di etichette "Italian sounding". L'assessore conferma infine che l'interlocuzione politica è strettissima a tutti i livelli e si sta facendo pressione in ogni sede europea per difendere la posizione italiana con assoluta trasversalità da parte di tutti gli schieramenti. 

«Un precedente pericoloso». Ma anche «un intervento in totale contraddizione con una recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato illegittimi proprio i nomi truffa che evocano in modo strumentale e ingannevole prodotti a denominazione di origine riconosciuti e tutelati dall’Ue». Lo afferma il direttore regionale della Coldiretti del Friuli Venezia Giulia Cesare Magalini commentando il via libera alla domanda di registrazione dell’indicazione geografica protetta del Prosek croato. «Si tratta dell’ennesimo tentativo di plagiare il successo del Prosecco nazionale – osserva Magalini – dopo i tentativi smascherati dalla Coldiretti già in passato della vendita di falso prosecco alla spina a quello in lattina, ma anche con imitazioni diffuse in tutti i continenti: dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, dal Whitesecco al Crisecco».

Un vero e proprio inganno, aggiunge il responsabile del settore vitivinicolo della Coldiretti Fvg Marco Malison: «Inaccettabile come si sia aperta una strada per togliere spazio di mercato al prodotto originale che lo scorso anno, in piena pandemia ha realizzato un valore delle esportazioni superiore al miliardo di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat».

Coldiretti Fvg rilancia dunque l’appello del presidente nazionale Ettore Prandini: «È necessario fare presto per fermare una decisione scandalosa che colpisce il vino italiano più venduto nel mondo. Tra l’altro, questo precedente pericoloso rischia di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare la denominazione Prosecco dai falsi come in Argentina e Australia».

Dopo la pubblicazione in Gazzetta – ricorda la Coldiretti – tutte le parti interessate disporranno di un termine di due mesi per presentare un'obiezione motivata che la Commissione analizzerà prima di adottare una decisione finale.

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