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Udine e Gorizia in arancione da sabato: medie, superiori e atenei in Dad da lunedì

L'ordinanza durerà 15 giorni. In giallo rafforzato Trieste e Pordenone. Il governatore: "Cerchiamo di agire in anticipo". Poi lancia un 'ultimatum' a Governo e Europa

La situazione epidemiologica in regione spaventa, in particolar modo nelle ex provincia di Udine e Gorizia. Serve mettere in sicurezza il sistema sanitario e la popolazione. Alla luce del nuovo Dpcm e delle misure anti-Covid discusse con i ministri per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini, dell'Istruzione Patrizio Bianchi e alla Salute Roberto Speranza, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha comunicato le azioni che si adotteranno in Friuli Venezia Giulia per contrastare la diffusione del virus. Dalla mezzanotte di venerdì 5 marzo (pertanto da sabato 6) le ex province di Udine e Gorizia passeranno in zona arancione, quelle di Trieste e Pordenone passeranno, invece, al 'giallo rafforzato'. Da lunedì 8, infine, saranno sospese in tutta la regione le lezioni in presenza nelle scuole medie, superiori e nelle università. Le misure preventive sono contenute all'interno di un'ordinanza che durerà (almeno) 15 giorni (GUARDA IN BASSO). A meno non ci siano dati in peggioramento e nuove rinnovi, si tornerà ad una sorta di normalità lunedì 22 marzo. 

Le misure previste dalla nuova ordinanza regionale

"Si tratta di un'impennata importante - ha spiegato a inizio conferenza stampa il presidente Fedriga -. Cerchiamo di agire in anticipo visto la grande diffusione dei contagi, in particolar modo per quanto riguarda la variante inglese, giunta a livello nazionale al 60%. A differenza dalle altre ondate, questa volta il trend è più rapido nei contagi e nelle ospedalizzazioni". "L'Istituto Superiore della Sanità ci ha anche comunicato che il mese di marzo sarà il periodo più critico, anche in base all'andamento osservato lo scorso anno. Il picco dovrebbe registrarsi a metà marzo. Miglioramenti si potranno avere solamente a inizio aprile". "L'andamento in regione non è omogeneo", ha aggiunto il presidente che ha sottolineato l'andamento marcato delle positività nella fascia di età più giovane. Gli ambienti da cui nascono i focolai sono tre: famiglia, lavoro e scuola. "Da queste premesse, abbiamo deciso di prendere delle misure di restrizione a livello regionale per quanto riguarda le scuole. Da lunedì 8 marzo andranno in didattica a distanza medie, superiori e università in tutta la regione. Da sabato 6 marzo le ex provincia di Udine e Gorizia andranno in zona arancione. Quelle di Trieste e Pordenone saranno in giallo rafforzato". L'ordinanza sarà in vigore almeno 15 giorni. "Mi assumo queste responsabilità, ma pretendo un cambio di passo nella distribuzione e nella somministrazione del vaccino. Questo è l’ultimo sforzo che siamo disponibili a fare: non possiamo pensare che l’alternativa al vaccino sia sempre quella delle chiusure", tuona il governatore lanciando una sorta di ultimatum al Governo e al nuovo commissario straordinario per l'emergenza. "Non possiamo pensare che l’alternativa al vaccino sia sempre quella delle chiusure", si sfoga. "Non so di chi sia la responsabilità, ma è un fatto che l’Europa è indietro nella fornitura dei vaccini”.

La situazione pandemica

Dopo il continuo sensibile decremento avvenuto dal 10 gennaio scorso in poi, frutto delle restrizioni natalizie, nell'ultima settimana i contagi e le ospedalizzazioni in terapia intensiva hanno sensibilmente segnato una preoccupante inversione di tendenza, con un esponenziale aumento dei positivi e dei ricoveri in particolar modo nella provincia di Udine e Gorizia, ovvero le zone più a rischio del territorio.

Gli incrementi sono dettati dalla diffusione delle varianti che colpiscono anche la fascia più giovane della popolazione, specie in quella 11-19 anni, e sulle quali sono necessari interventi di mitigazione.  In una settimana siamo passati dal 7,6% di test positivi al 13,1%, quindi c’è stato quasi un raddoppio dei positivi. 

Fedriga ha rimarcato la necessità di adottare misure per la tenuta del sistema sanitario, la diminuzione dei contagi oltre che la tenuta lavorativa ed economica all'interno dei limiti imposti dal contesto attuale. Se al 18 febbraio si registrava, infatti, il 54% della variante inglese nel Paese, oggi significa aver superato il 60%. I dati aggiornati a ieri indicano che i casi in Friuli Venezia Giulia sono 256 ogni centomila abitanti, con la Provincia di Udine che tocca addirittura quota 391. 

“Il Governo rivedrà i parametri: continuo a sottolineare che non sono attendibili, perché arrivano in ritardo rispetto alla situazione contingente - ha sottolineato il presidente -. Nella nostra regione la situazione non è omogenea. In generale abbiamo un’incidenza a sette giorni di 236,2 casi ogni 100mila, ma con situazioni meno compromesse, come a Pordenone e a Trieste, e altre molto più gravi come a Gorizia (220 casi) e a Udine (353)”, prosegue Fedriga. “Dalle proiezioni per Udine s’ipotizza di arrivare a 393 casi ogni 100mila abitanti questa settimana, mentre a Gorizia si arriverà a 244 casi; per Trieste l’aumento sarà più contenuto, a 147 casi, e a Pordenone a 113 casi”.

Da parte sua il vicegovernatore Riccardi ha spiegato che "la situazione è molto condizionata dall'incidenza in Friuli Venezia Giulia delle mutazioni del Covid-19: al momento sono stati registrati casi di variante inglese nelle ex province di Udine, Gorizia e Pordenone anche se in quest'ultima in modo molto inferiore. Non ci sono state segnalazioni nell'area triestina, anche se per quest'ultima preoccupa la mobilità transfrontaliera, che è costantemente monitorata. Nelle ultime settimane è stato registrato un forte aumento generalizzato dei contagi tra i giovani, con punte a Udine e Gorizia. Per contrastare il virus stiamo quindi aumentando le azioni volte all'isolamento del virus e implementando l'attività di sequenziamento per comprendere l'origine dei contagi". Riccardi ha quindi precisato che, "grazie alla vaccinazione, i contagi tra il personale sociosanitario e i residenti delle strutture per anziani sono crollati. Nonostante la discontinuità nelle forniture continua quindi a pieno regime la vaccinazione della popolazione in base alle indicazioni del Governo: finora ha ricevuto, tra prima e seconda dose, il vaccino il 6,7 per cento della popolazione, con la somministrazione della prima dose a 80.615 persone e della seconda a 36.649". Il vicegovernatore ha anche specificato che "in merito al piano vaccinale, oltre all'aumento delle dosi di siero, serve maggiore chiarezza da parte del Governo sulle categorie da immunizzare in via prioritaria: solo in questo modo potranno essere organizzati esattamente i flussi di lavoro delle aziende sanitarie".

Infine l'assessore Rosolen ha spiegato che "le regioni nelle quali le lezioni in presenza sono ripartite per prime ora si trovano in fascia arancione o rossa: diventa difficile negare che ci sia una correlazione tra lo svolgimento delle lezioni in presenza e l'aumento dei contagi. Abbiamo quindi deciso di adottare provvedimenti che tengano conto, oltre che dell'incentivazione dello smart working, anche delle misure che verranno varate a breve dal Governo, come la possibilità di accedere al bonus baby-sitter e ai congedi parentali anche in maniera retroattiva". L'assessore, in conclusione, ha quindi evidenziato che "è importante rimarcare come anche nella prossima ordinanza, esattamente come in tutte le precedenti, saranno garantite deroghe per la presenza a scuola di ragazzi con disabilità, disturbi specifici nell'apprendimento e bisogni educativi speciali".

L'ORDINANZA (SCARICALA QUA)

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus SARS-CoV-2, dal giorno 6 marzo 2021 al giorno 21 marzo 2021, nei territori delle ex Province di Gorizia e Udine si applicano le disposizioni relative al Capo IV del DPCM 2 marzo 2021 (cosiddetta “zona arancione”).

2. Dal giorno 8 marzo 2021 al giorno 20 marzo 2021 su tutto il territorio regionale si applicano le seguenti misure:

a) le istituzioni scolastiche secondarie di primo e di secondo grado, statali e paritarie, e le istituzioni che erogano percorsi di istruzione e formazione professionale, adottano forme flessibili nell'organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività siano svolte tramite il ricorso alla didattica digitale integrata, mantenendo le misure organizzative adottate nella loro autonomia;

b) resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori strutturati e attrezzati non fruibili da remoto o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell'istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on-line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;

c) resta altresì sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza a favore degli alunni delle scuole secondarie di primo grado che risultino privi delle condizioni di poter svolgere la didattica a distanza per mancanza di dispositivi digitali o di adeguata connettività;

d) è sospesa la frequenza delle attività formative e curricolari delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, fermo restando in ogni caso il proseguimento di tali attività a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori strutturati e attrezzati o di strumenti non fruibili da remoto;

e) i corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e altre attività, didattiche o curricolari eventualmente individuate dalle medesime università e istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica possono proseguire, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento, laddove necessario, anche in modalità in presenza. Per le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica si applicano le medesime disposizioni per quanto compatibili, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento che può acquisire il parere, per i Conservatori di musica, del Comitato Territoriale di Coordinamento (CO.TE.CO.) e per le Accademie e gli ISIA, della competente Conferenza dei Direttori;

f) a beneficio degli studenti con disabilità e degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento le attività didattiche possono proseguire anche in modalità in presenza; le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico;

g) le disposizioni di cui alle lettere d) ed f) si applicano per quanto compatibili anche per i percorsi di Istruzione Tecnica Superiore – ITS e per i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore.

3. Dal giorno 6 marzo 2021 al giorno 21 marzo 2021:

a) è consentita dalle ore 11.00 fino alla chiusura dell’esercizio l’attività di somministrazione di alimenti e bevande esclusivamente con consumazione da seduti sia all’interno che all’esterno dei locali, su posti regolarmente collocati e in ogni caso nel rispetto delle Linee Guida approvate dalla Conferenza delle Regioni relativamente alla distanza minima interpersonale di un metro. I servizi di ristorazione devono esporre all’ingresso un cartello indicando il numero massimo di persone ammesse nel locale.

b) è vietata la consumazione di alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dell’esercizio di vendita e, comunque, in luoghi dove siano possibili assembramenti;

c) è sempre consentita e fortemente raccomandata la vendita con consegna di alimenti e bevande a domicilio.

La violazione delle disposizioni di cui alla presente ordinanza comporta l’applicazione di quanto previsto dall’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, cosi come specificato dal decreto legge 16 maggio 2020 n. 33.


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